Presentazione restauro dipinti pala Altare maggiore
Il 27 luglio scorso, nella chiesa cappuccina dell'Immacolata di Linguaglossa, è stato presentato il restauro dei quattro dipinti della pala dell'altare maggiore, alla presenza di una numerosa partecipazione di cittadini e delle autorità civili e religiose.
L'intervento, finanziato dal Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell'Identità siciliana e realizzato su progetto e direzione lavori della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Catania, ha restituito opere di straordinario interesse storico-artistico.
La pala dell'Immacolata, firmata e datata 1659 da Frate Umile da Messina, ha rivelato una tavolozza cromatica sorprendentemente vivace e un luminismo più complesso rispetto a quanto finora noto, oltre a dettagli iconografici inediti, come la mezzaluna e il serpente sul globo, una città murata e un'eruzione vulcanica, ancora oggetto di studio.
Ancora più sorprendenti le scoperte emerse dai dipinti laterali e del sommo: le indagini diagnostiche hanno infatti rivelato, sotto l'attuale raffigurazione di Santa Chiara, un San Felice da Cantalice, certo frutto di un ripensamento della committenza o di un adattamento di un’opera commissionata per un altro contesto ma eseguito probabilmente dallo stesso autore. La qualità pittorica emersa dopo la pulitura suggerisce la mano di un artista di altissimo livello, aggiornato sulla cultura figurativa fiamminga di Antoon Van Dyck e vicino all'ambito di Pietro Novelli, cui potrebbero addirittura essere attribuite le tre tele.
L'ipotesi di una possibile attribuzione al pittore palermitano costituisce un'importante proposta scientifica elaborata dalla storica dell'arte della Soprintendenza di Catania, che ha già avviato un articolato percorso di ricerca volto ad approfondire, documentare e validare tale ipotesi attraverso ulteriori studi storico-artistici, diagnostici e comparativi.


