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Maria Santissima delle Grazie: una devozione cara ai Frati Cappuccini

 

Il 2 luglio, nella pietà popolare, è tradizionalmente dedicato a Maria Santissima delle Grazie. Anche se oggi la Visitazione della Vergine si celebra il 31 maggio, questa data continua a mantenere un forte legame con una devozione antica e molto diffusa.

 

La diffusione di questa devozione precede la nascita dell'Ordine dei Cappuccini. Tra il XV e il XVI secolo il titolo della Madonna delle Grazie conobbe una straordinaria diffusione in tutta la penisola italiana, attraverso santuari, confraternite e immagini oggetto della pietà popolare. In molte realtà francescane si può osservare, a grandi linee, una tendenza devozionale ricorrente: le chiese dei Frati Minori Conventuali sono spesso dedicate all'Immacolata, quelle dei Frati Minori a Santa Maria di Gesù, e quelle dei Cappuccini alla Madonna delle Grazie. Non si tratta naturalmente di una regola fissa, ma di una consuetudine storica che emerge con una certa evidenza guardando a numerosi esempi di chiese conventuali francescane. 

 

Tra XV e XVI secolo il titolo della Madonna delle Grazie si è diffuso in tutta Italia e ha trovato accoglienza anche tra i Frati Minori Cappuccini, secondo una consuetudine storica che ha visto molti conventi sorgere sotto questo titolo mariano.

 

Tra queste realtà, nella nostra Provincia cappuccina, occupa un posto di particolare rilievo il convento dei Frati Minori Cappuccini di Gela, dove la festa di Maria Santissima delle Grazie rappresenta una delle più significative espressioni della devozione mariana della Sicilia. Ogni anno migliaia di fedeli si raccolgono attorno alla Vergine, testimoniando una tradizione che intreccia la celebrazione della fede, la memoria della comunità e la pietà popolare.

 

Ieri mattina, nella chiesa di Maria Santissima delle Grazie di Gela, il Ministro Provinciale, fra Salvatore Zagone, ha presieduto la solenne celebrazione eucaristica, vissuta in un clima di intensa partecipazione e di profondo affidamento alla Vergine. 

Tale affidamento si traduce anche in un gesto di singolare affetto che riguarda i più piccoli. 

 

Da generazioni, molte famiglie presentano i propri figli, spesso ancora neonati, davanti al simulacro della Madonna, segno di totale fiducia e affidamento materno. È un gesto che commuove della pietà popolare, che esprime il desiderio di affidare a Maria la vita dei più piccoli, chiedendo una grazia o rendendo grazie per un dono ricevuto.

 

«Ave, suo vestimento,

ave, sua ancella,

ave, sua Madre» (FF. 259)